Custodia per ostie consacrate utilizzata dalla moglie di Eugen Bolz, cattolico, oppositore al regime nazista, decapitato il 23 gennaio 1945; grazie ad essa Bolz riceveva la Comunione nonostante ciò gli fosse stato proibito dai carcerieri.

Eugen Bolz, uomo politico cattolico, deputato del Zentrum al Reichstag per oltre venti anni e poi Presidente del Land Baden-Wuerttemberg fino all’ascesa al potere di Hitler, fu ucciso in un carcere di Berlino, nel gennaio del 1945. «La Chiesa», scriveva, «deve avere il diritto di intervenire contro quelle leggi che mettono in pericolo gli interessi vitali delle Chiese e il bene dei credenti. Se una legge è in contraddizione con le leggi naturali o il diritto divino, essa, secondo i cattolici, non può vincolare la coscienza. Davanti all’uso evidente e ripetitivo della violenza da parte dello Stato il popolo ha diritto a ribellarsi». Già nell’estate del 1933 fu internato in un campo di concentramento perché si opponeva pubblicamente al nazionalsocialismo in nome della sua fede di cattolico. Liberato, ebbe vari contatti con il gruppo di resistenza di Carl Goerdeler, ex sindaco di Lipsia. Dopo l’attentato a Hitler del luglio 1944, a cui non aveva preso parte, fu arrestato e condannato a morte. Alla figlia e alla moglie, che più volte gli aveva portato di nascosto la Comunione in carcere, aveva scritto prima di morire: «Mi sono preparato per mesi interiormente a questo momento. Devo congedarmi da voi e dalla vita. Mi è molto difficile lasciarvi. Vi prego accettatelo come la croce che il Signore ha voluto per me. Io ho almeno la grazia di morire preparato e forse di sfuggire a un tempo difficile».


La lettera del vescovo luterano polacco Juliusz Bursche, conservata nella cappella dedicata ai martiri del nazismo, fu inviata ai familiari dal campo di concentramento di Sachsenhausen/Oranienburg, dove era stato internato nel 1939 e successivamente giustiziato,…

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Lettera di padre Martino Nicola Capelli, giovane sacerdote dehoniano ucciso il 1 ottobre del 1944  dalle SS  nell’eccidio di Monte Sole. La lettera custodita nella cappellina dedicata ai martiri del nazismo vuole essere il segno dell’impegno che…

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A metà degli anni Venti Paul Schneider divenne pastore evangelico in due piccole località della Renania. Per la sua azione pastorale entrò in contrasto con il responsabile della sezione locale del partito nazista. Paul Schneider…

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Vescovo cattolico della diocesi tedesca di Rottenburg-Stuttgart dal 1927 alla sua morte, nel 1949. Per via delle sue prese di posizione contro l’ideologia nazionalsocialista fu costretto all’esilio nell’agosto del 1938. Le SS circondarono la sua casa…

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San Massimiliano Maria Kolbe  era  un francescano polacco che fu definito “patrono del nostro difficile secolo” da san Giovanni Paolo II in occasione della messa di canonizzazione (10 ottobre 1982). Entrato giovanissimo nell’ordine dei frati…

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Stanislaw trascorse la sua infanzia a in una casa di famiglia a Krosno, dove si unì alla Congregazione Società di Maria. Dopo aver intrapreso gli studi di legge, nel 1914 dovette abbandonare la facoltà di Giurisprudenza a causa…

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Nata il  primo maggio del 1894 a Brno-Husovice, oggi Repubblica Ceca, di umili origini, Elena Kafka cresce a Vienna, dove, lavorando nel nuovo ospedale di Vienna-Lainz con le Suore Francescane della Carità Cristiana, nel 1914…

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Omeljan Kovč, prete greco-cattolico ucraino dal 1922 è stato parroco di Peremyshliany, piccolo centro dell’Ucraina occidentale, dove, oltre alla popolazione ucraina, c’era una significativa presenza di polacchi e ebrei. Padre Omeljan si impegnò per animare…

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