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Il 22 ottobre si celebra la memoria di San Giovanni Paolo II. La Chiesa ha scelto di ricordarlo nel giorno in cui iniziò il suo pontificato, il 22 ottobre 1978.

Nell’omelia che aprì il suo pontificato, papa Wojtyla rivolse ai fedeli questo invito: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!…Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! 

Giovanni Paolo II nel suo pontificato ha testimoniato la forza della speranza cristiana sostenendo con forza e convinzione che la risposta cristiana agli orrori e alla disperazione” doveva essere la misericordia di Dio.

Nel 2000, in occasione del Grande Giubileo, pensò di inserire nella sua celebrazione la memoria dei Nuovi Martiri che diceva essere linfa di unità per la Chiesa

Nel discorso pronunciato a Castelgandolfo, prima della preghiera mariana dell’Angelus, il 25 agosto 1996, Giovanni Paolo II ha detto:

In duemila anni di storia, ai cristiani è stata chiesta non poche volte la prova suprema del martirio. Restano vivi nella memoria soprattutto i martiri della prima era cristiana. Ma anche nei secoli successivi sono molti coloro che, in diverse circostanze, hanno versato il sangue per Cristo, tanto in Oriente quanto in Occidente. La divisione, che purtroppo è intervenuta tra le Chiese, non rende meno prezioso il loro sacrificio! Ai martiri si rivolge con particolare intensità la venerazione del popolo di Dio, che in essi vede rappresentata dal vivo la passione di Cristo.

Il sangue dei martiri, diceva Tertulliano, è seme di nuovi cristiani. Esso è anche linfa di unità per la Chiesa, mistico corpo del Cristo. Se al termine del secondo millennio, essa è diventata nuovamente Chiesa di martiri (TMA, N.37), possiamo sperare che la loro testimonianza, raccolta con cura nei nuovi martirologi e soprattutto la loro intercessione, affrettino il tempo della piena comunione tra i cristiani di tutte le confessioni e in special modo tra le venerate Chiese Ortodosse e la Sede Apostolica.

Su suo incarico, negli anni 1999 e 2000, si aprirono i lavori della Commissione Nuovi Martiri che ha ricostruito le storie dei cristiani che nel novecento hanno pagato con la vita la propria fedeltà al Vangelo.L’esperienza di questa commissione è stata determinante perché si diffondesse nella Chiesa la coscienza delle dimensioni del martirio dei cristiani nel secolo scorso. Sono pervenute alla commissione più di tredicimila testimonianze.

La ricchezza delle testimonianze pervenute ha fatto emergere  quanto profondamente il novecento sia stato segnato dalla testimonianza di martiri in ogni continente. Per far si che tale patrimonio non cadesse nell’oblio lo stesso papa Giovanni Paolo II volle che la Chiesa di San Bartolomeo all’Isola divenisse luogo memoriale per i Nuovi Martiri del Novecento

 

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