Il 25 dicembre si è volto il pranzo di Natale con i poveri nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola. In 80mila in Italia e in 250mila nel mondo si sono seduti a tavola per vivere insieme la festa più bella dell’anno – Insieme a senza dimora, anziani soli, famiglie in difficoltà, rifugiati venuti con i corridoi umanitari. “Qui nessuno è anonimo, ma conosciuto per nome: ritrovarsi insieme rafforza la speranza ed è il messaggio di pace di cui oggi il mondo ha bisogno”
Il mondo, così come dovrebbe essere: seduti a tavola, felici di stare insieme anche se di diversa origine e con diverse, e spesso difficili, storie alle spalle. E’ il Natale di Sant’Egidio nella basilica di San Bartolomeo, immagine di ciò che si è vissuto non solo a Roma, ma con la partecipazione di 80mila persone in un centinaio di città in Italia e con 250mila in una settantina di paesi del mondo. Tavole addobbate a festa, sorrisi, abbracci, regali personalizzati e la serenità di chi si sente in famiglia.
Senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà, rifugiati venuti con i corridoi umanitari si sono seduti a tavola con chi ogni giorno dell’anno li aiuta ed è loro amico. Per quasi due ore hanno parlato e fatto festa con il menù della tradizione: lasagne, polpettone, lenticchie e panettone. “In questo Natale nessuno è anonimo ma tutti sono conosciuti, in una famiglia che non dimentica nessuno. Per chi non ha voce, per chi non ha casa, ritrovarsi qui insieme rafforza la speranza ed è il messaggio di pace di cui oggi il mondo ha bisogno”. “questa giornata si unisce a tutti i giorni dell’anno in cui Sant’Egidio è accanto a chi è in difficoltà, a chi vive per strada, ma anche a chi viene da lontano e ha bisogno di accoglienza e di integrazione”.



