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Il prossimo 2 maggio, l’Ambasciata della Repubblica Slovacca presso la Santa Sede e presso il SMOM farà memoria di Sant’Adalberto nella Chiesa di San Bartolomeo all’Isola, dove sono conservate le sue reliquie, in una cappella dedicata.

Voytèch, questo il nome slavo di Sant’Adalberto,  era di origine boema, studiò a Magdeburgo e fu cresimato dall’arcivescovo locale Adalberto, fu per questo motivo che decise di chiamarsi come lui. A 27 anni  era già arcivescovo di Praga, ma in questa terra ancora pagana Adalberto vide fallire il suo sforzo di evangelizzazione e nel 988 abbandonò Praga per recarsi Roma, dove si fece benedettino. Papa Giovanni XV lo rimandò a Praga, dove incontrò nuovamente numerose difficoltà. Nel 994 tornò al suo monastero sull’Aventino e qui incontrò Ottone III.

Nello stesso anno in Boemia ci fu un massacro di suoi congiunti e papa Gregorio V lo rimandò a Praga, dove però, per volere del duca di Boemia, non gli fu concesso di entrare in città. Si diresse così al nord, missionario tra i prussiani. Il re di Polonia, Boleslao il Valoroso, lo aiutò con una scorta a penetrare in Prussia, fino a Danzica e con pochi monaci, Sant’Adalberto continuò ad evangelizzare la regione, ma il suo lavoro missionario durò poco: nella primavera del 997 Adalberto e i suoi compagni furono trucidati presso la costa baltica.

La Santa Messa in memoria del patrono dei paesi della dell’Europa centrale, che la Chiesa ricorda il 23 aprile, avrà luogo alle 10:30 e sarà celebrata dal Mons. Pavol Zvara, Rettore del Pontificio Collegio Slovacco dei santi Cirillo e Metodio e vedrà la partecipazione, oltre che del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, di numerosi connazionali dei paesi di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

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