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Sabato 8 dicembre 19 cristiani algerini, tra i quali mons. Pierre Claverie, domenicano vescovo di Orano, saranno proclamati beati nel santuario algerino di Notre-Dame di Santa Cruz (Orano). Meglio conosciuti come i martiri di Algeria, i religiosi scelsero di resistere accanto ai piccoli, ai malati e a uomini e donne bisognosi, durante la lunga guerra civile che insanguinò il paese negli anni ’90. Nella fedeltà al Signore e alla loro missione furono uccisi in odium fidei, in circostanze diverse, dal terrorismo islamista tra il 1994 e il 1996.
Il martirio più noto è quello dei sette monaci trappisti di Tibhirine, rapiti nel loro monastero nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 1996 con il priore, padre Christian de Chergé, di cui la Chiesa di San Bartolomeo, Santuario dei Nuovi Martiri, conserva una lettera.
Il 21 maggio del 1996 il Gruppo Islamico Armato annunciò l’uccisione del priore e dei suoi sei confratelli e una settimana dopo furono ritrovate solamente le loro teste.

Tratto dal testamento spirituale Christian de Chergé

Se mi capitasse un giorno – e potrebbe essere anche oggi- di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese… che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato.

 

Mons. Pierre Claverie (1938-1996), nato in Algeria da genitori francesi, ha dedicato la sua vita all’opera ecumenica di dialogo con la cultura e la religione islamica. Il 9 ottobre 1981 fu ordinato vescovo di Orano nella cattedrale di Algeri, alla presenza di moltissimi amici musulmani. Il 1° agosto 1996 fu ucciso da una bomba, insieme al suo autista e amico musulmano, Mohamed Bouchikhi, mentre rientravano nell’episcopio. Al suo funerale, i suoi amici islamici lo hanno definito “il vescovo dei musulmani”.

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