Home / Le Memorie custodite / 3. Bibbia appartenuta ad Evariste Kagorora, ucciso l'11 aprile 1994, nella chiesa della Sainte Famille di Kigali in Ruanda, dove aveva cercato rifugio

3. Bibbia appartenuta ad Evariste Kagorora, ucciso l'11 aprile 1994, nella chiesa della Sainte Famille di Kigali in Ruanda, dove aveva cercato rifugio

Evariste Kagorora, un giovane tutsi del Ruanda, nei primi giorni di aprile del 1994, dopo l’inizio del drammatico genocidio, si rifugia nella chiesa della “Sainte Famille” di Kigali pensando sia un luogo sicuro.

Dopo tre giorni la chiesa venne circondata. Uomini armati hutu entrano e obbligano gli uomini a uscire fuori (solo gli uomini, perché secondo la tradizione ruandese l’etnia si comunica per via maschile). Evariste è con loro. Sa cosa lo aspetta. Ha con sé solo la Bibbia.

Mentre sta uscendo vede la sorella, gli consegna la Bibbia e le dice: “Mi uccideranno, prendi questa Bibbia, è la cosa più preziosa che ho: è la mia stessa vita”. Giunto sulla soglia della chiesa Evariste viene ucciso. Quella Bibbia è dal 3 gennaio 2004 nella Basilica di San Bartolomeo.

Rassegna stampa

Tour virtuale

Orari di Apertura

  • dal lunedì
    al sabato 09:30-13.30/15:30-17.30
  • domenica 9.30-13.00

Celebrazioni

  • Santa Messa domenica e festivi 11.30
  • Preghiera della Comunità di Sant'Egidio
    Martedì 20.00
    dal mercoledì al venerdì 20.30

Memoriale "Nuovi Martiri" del XX e XXI secolo

Nell'anno 1999 Giovanni Paolo II decise, in preparazione del Giubileo dell'anno 2000, di istituire una commissione "Nuovi Martiri", che avrebbe dovuto indagare sui martiri cristiani del Ventesimo secolo. La commissione, coordinata da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ha lavorato due anni nei locali della Basilica di San Bartolomeo raccogliendo circa 12.000 dossier di martiri e testimoni della fede giunti da diocesi d tutto il mondo. Passato il Giubileo, Giovanni Paolo II volle che questa memoria dei testimoni della fede del Novecento potesse divenire qualcosa di visibile nella Basilica di San Bartolomeo. Il 12 Ottobre 2002, con una celebrazione ecumenica presieduta dal Cardinale Camillo Ruini e dal Patriarca Ortodosso rumeno Teoctist, l'icona dei testimoni della fede del XX secolo fu posta solennemente sull'altare maggiore e benedetta. In quella occasione furono anche collocate croci e memorie cristiane nelle sei cappelle laterali, dedicate ai diversi contesti storici e geografici in cui i testimoni della fede hanno vissuto. Nella prima cappella della navata destra della Basilica sono ricordati i testimoni della fede dell'Asia, dell'Oceania e del Medio Oriente; nella cappella successiva si ricordano i testimoni della fede delle Americhe; nell'ultima cappella della navata di destra si ricordano i testimoni della fede uccisi nei regimi comunisti. Nella navata di sinistra, la prima cappella è dedicata ai testimoni della fede in Africa; nella cappella successiva sono ricordati i testimoni della fede di Spagna e Messico; l'ultima è la cappella dei testimoni della fede uccisi sotto il regime nazista.